Breve biografia
Il percorso di un uomo che, partendo da origini umili, grazie alla passione per l’arte, alla volontà e allo studio, riuscì a emergere come artista.
Guglielmo Bozzano nacque a Varazze il 23 giugno 1913, in una famiglia di umili origini, sesto di otto fratelli. Padre segantino e successivamente piccolo trasportatore; madre casalinga impegnata a crescere i figli con sobrietà e riserbo.
A dodici anni Guglielmo iniziò a lavorare per aiutare i genitori, garzone per uno stagnino, venditore di giornali e focaccia, commerciante di conchiglie ai turisti. Si avvicinò alla ceramica lavorando come apprendista in un forno di Varazze.
A quindici anni iniziò a lavorare presso una fonderia di Cogoleto di proprietà di Omero Mantegazza, e questo incontro con l’arte e con il futurismo influenzò molto la sua vena creativa. Frequentatori della fonderia erano, all’epoca Fillia, Prampolini, e Marinetti. Qui conobbe anche Tullio Mazzotti.
Parallelamente al lavoro in fonderia frequentò il ceramista Dario Ravano che gli insegnò a lavorare argilla e smalti. Iniziò a dedicarsi alla pittura.
Nel 1934 si trasferì a Genova trovando accoglienza presso lo scultore Luigi Brizzolara. Iniziò a lavorare come disegnatore per il Comune di Genova. Sviluppò la passione per lo studio dell’arte.
Tra il 1941 e il 1945, durante la seconda guerra mondiale, si ammalò di tubercolosi e passò gli anni in sanatorio. Riprese a lavorare la ceramica e iniziò, un suo compagno di sanatorio gli regalò un passero, a disegnare uccelli, soggetti che disegnerà per tutta la vita.
Dal 1946 al 1973 lavorò come ceramista e si dedicò all’insegnamento presso il Liceo Barabino di Genova. Iniziò a partecipare a mostre e si affermò sempre più nel panorama artistico. La sua è una narrazione semplice, poetica, è attento alla vita quotidiana , alla bellezza della natura e alla vita contadina.
Tornando ad Albisola inizierà a produrre ceramiche in modo continuativo.
Iniziò anche a disegnare, raccogliendo in taccuini di varie dimensioni tutto ciò che attirava la sua attenzione. I suoi taccuini di viaggio sono pieni di disegni, schizzi e acquerelli, documentazione dei luoghi e del suo interesse per ciò che lo circondava.
Negli anni ’60 iniziò a interessarsi sempre più al mare e a rappresentarlo in ogni suo aspetto.
A Varazze, dove continuerà a creare fino alla sua scomparsa, la casa (sua e della moglie Vanna) diventerà il patrimonio artistico e culturale, scrigno contenente la vasta biblioteca, la collezione di arte popolare, le opere donate dagli amici artisti e le sue.
Alla sua morte, nel 1999, la moglie Vanna deciderà di mantenere vivo il ricordo e il valore del suo lavoro promuovendo iniziative, mostre e i “libretti di Vanna”, contenenti opere meno note ma molto significative.
Nel 2004, Vanna Giorgis creerà la Fondazione Bozzano Giorgis.